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venerdì 3 maggio 2013

La metafora dell'armatura (Iron Man3)

La scorsa domenica Fil mi ha letteralmente trascinata al cinema.... In genere non faccio storie per andarvi, anzi debbo ammettere che adoro "il rituale cinematografico" ma c'è un ma: stavolta il film da visionare era Iron Man3 in 3D! 








Inutile dirvi che il suddetto film non rientra tra i miei generi preferiti e che io non abbia nemmeno visto le due precedenti versioni ma, quando Fil ha sfoggiato "gli occhi da Shrek", non ho potuto negargli questa esperienza. Chiusa nel mio dolore da "cinefila tradita", già mi immaginavo sperduta tra ondate di giovani cinefili "ironmaniani" violenti e chiassosi , intenta a cercare di capire un film lontano dalle mie corde... Quale sorpresa nel visionare un film che presenta risvolti inattesi! Una trama piuttosta spoglia ed un abbondante carnet di effetti speciali fanno da contraltare al travaglio interiore del protagonista Robert Downey Junior (che non faccio per dire, è uno dei miei attori preferiti già prima dell'exploit). Tony Stark, alias Iron Man, è un uomo che sente profondamente la dipendenza psicologia dall'armatura che si è costruito, divenendo ben presto vittima degli attacchi di panico. Vi lascio immaginare quanto l'epilogo sia stato influenzato dall'interiorità di Stark, non bruciandovi così la possibilità di accostarvi ad un film che di violento presenta solo "scene da cartone animato" condite da una decisa ironia.... A proposito di ironia, avete fatto caso che la parola composta "Iron Man" presenta in radice una certa assonanza non solo con "iron" (ferro) ma anche con "irony" (ironia)?????  Voto 7 e mezzo

giovedì 6 dicembre 2012

Natale si, ma a piccole dosi...

Ci risiamo. E' di nuovo natale quasi fosse bastato un battito di ciglia per passare da un anno all'altro senza nemmeno rendersene conto... Vi starete chiedendo perchè ho dato tale titolo ad un post come questo: la spiegazione sta  nel mio disappunto alle riunioni parentali delle feste natalizie! Adoro il Natale, le luci e bla bla bla bla, insomma adoro tutto ciò che concerne l'atmosfera festosa, commerciale e spirituale, sebbene io non sia una credente nel senso stretto del termine. Il Natale in fondo non è che un rito di passaggio che scandisce l'inverno, lo spirito e le tasche.... L'atmosfera preparatoria alla vigilia è ciò che più amo in assoluto: ho già allestito l'albero di natale e agghindato la casa come si deve...







... ma c'è un ma. Non amo proprio le riunioni tra parenti!!! Fustigatemi, imprecatemi contro ma non riesco a farmi piacere le giornate chiusi in casa di qualche parente a far la solita tombolata (che poi mi viene sonno) e a mangiare quintali di cibarie talmente grasse che il fegato chiede la pensione in anticipo: posso sinceramente sopravvivere ad una giornata così, ma che questo rito si ripeta per molti giorni è davvero stancante. Già mi preparo a rispondere alle consuete indiscrete domande familiari... Ammazza oh!!! Mi chiedo per l'ennesima volta, così come ogni Natale: esistono le persone discrete?? Mah!
Fin dall'infanzia, i giorni precedenti al natale sono i migliori...E' un pò come dire che l'importante non è la meta ma il viaggio. Non è retorica. Se vi fermate a riflettere un attimo vi renderete conto che è più gioiosa la preparazione al natale che non il giorno di natale .... Quest'anno sotto il mio albero ci saranno regali sentiti e poco costosi, proprio come ogni anno. La sobrietà non va mai in vacanza.
Vorrei che tutti avessero la possibilità di vivere questo periodo con tanta serenità, e questo è l'augurio che vi mando dalle pagine sgangherate di un blog al confine del web, ma pur sempre sincero, sebbene caustico.

lunedì 24 gennaio 2011

Vis a vis

"Le donne sono venute in eccellenza di ciascun'arte ove hanno posto cura.Ludovico Ariosto

...Se lo diceva Ariosto, possiamo confutarlo noi? A prima vista sembra un detto un tantino femminista, mentre è di un'altra epoca!
Cosa vi viene in mente alla lettura di questa citazione?